COP 28, De Bettin (DBA Group): "Mercato crediti carbonio a qualche decina di miliardo nel 2050"
4 dicembre 2023
COP 28, De Bettin (DBA Group): "Mercato crediti carbonio a qualche decina di miliardo nel 2050"
"Il mercato volontario dei crediti di carbonio sta subendo dal 2021 un incremento vertiginoso in termini di volume economico, pur essendo totalmente basato solo sulla volontarietà e su obiettivi reputazionali, grazie alle politiche ‘green’ delle agende interazionali", ha spiegato Francesco De Bettin, Presidente di DBA Group, società quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, aggiungendo che il mercato "ha raggiunto circa 1 miliardo di dollari di volume con una stima a qualche decina di miliardi entro il 2050. Il tutto in virtù degli Accordi internazionali che prevedono di azzerare l’impronta di carbonio antropica tra 2050 e 2070". "Ad oggi parliamo di strumenti finanziari destinati a un mercato completamente volontario, non soggetto a sanzioni, senza quote minime da raggiungere e rivolto a soggetti pubblici e privati. - ha aggiunto De Bettin intervenendo ad un dibattito della COP 28 – I crediti di carbonio sono una delle chiavi per poter accelerare la trasformazione di ogni processo antropico da economia lineare a circolare, ovvero un modello economico ad emulazione ‘naturale’, in cui non ci sia spreco di risorse e in cui tutto ciò che costituisce scarto o residuo di processo è utilizzabile come materia prima in altri cicli produttivi o antropici”. “Occorre tuttavia una maggiore regolamentazione del meccanismo - ha proseguito De Bettin - e la nostra azienda, impegnata in prima linea per accompagnare le transizioni energetica, digitale ed ecologica del Paese, vuole suggerire una possibile strada da percorrere ai maggiori esperti di cambiamenti climatici presenti oggi alla COP 28. L’idea di cui ci siamo fatti promotori e già in parte stata recepita dallo Stato italiano per i Crediti di Carbonio Agroforestali, ovvero quelli da assorbimento e segregazione dell’anidride carbonica con la fotosintesi, è quella di istituzionalizzare un Registro dei crediti di carbonio da ‘riduzione e/o evitata emissione’ di Green House Gases. Anche questo Registro, come quello dei crediti agroforestali gestito in Italia da CREA, dovrebbe avere come certificatore istituzionale un ente o un organismo dello Stato, come, per esempio, ISPRA, ENEA, CNR o altri. Attraverso questo mercato, regolato, da questo Registro, si darebbe la possibilità agli stakehoder pubblici e privati che necessitassero e volessero contribuire alla decarbonizzazione delle loro attività, di comprare da coloro in grado di certificarla, la decarbonizzazione da loro ottenuta anno su anno grazie all’attivazione di pratiche antropiche nuove e virtuose, finanziandone, in questo modo il payback e l’evoluzione".
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