ANIE Rinnovabili, Osservatorio FER: nel 2025 frenata delle nuove installazioni (-8,2%)
19 marzo 2026
ANIE Rinnovabili, Osservatorio FER: nel 2025 frenata delle nuove installazioni (-8,2%)
Dopo quattro anni di crescita, il 2025 chiude negativamente rispetto al 2024. Le nuove installazioni hanno registrato, infatti, una flessione dell'8,2% con complessivi 6,2 GW installati. A incidere maggiormente è la flessione del fotovoltaico, l'unico comparto tecnologico che negli ultimi anni è stato in grado di imprimere un'accelerazione alla transizione energetica. Merita inoltre una riflessione il ridotto apporto dell'eolico e dell'idroelettrico e, in prospettiva, dell'eolico offshore, tecnologie che presentano enormi potenzialità in termini di risorse naturali ancora sfruttabili, capacità di attrarre investimenti e incremento della generazione elettrica. Qualche segnale positivo proviene, invece, dagli interventi sugli impianti in esercizio che segnano un + 16% grazie al contributo delle bioenergie, mentre tutti gli altri comparti risultano in terreno negativo. Questa è la fotografia scattata dall'Osservatorio FER di ANIE Rinnovabili. Il risultato conseguito nel 2025 è riconducibile alle misure adottate negli ultimi anni, poiché – spiega ANIE Rinnovabili – tra iter di connessione, iter autorizzativi, accesso a strumenti di supporto economico e tempi di costruzione degli impianti trascorrono diversi anni. Purtroppo, nel tempo il settore delle fonti rinnovabili è stato oggetto di continue evoluzioni normative che ne hanno rallentato lo sviluppo: dal Superbonus al Bonus casa, dal Testo Unico delle FER alle aree idonee, dalla tassazione del reddito da proventi dei diritti di superficie all'Irap, dal Piano Transizione 5.0 all'iper-ammortamento, dal RIGEDI al CCI e alla Saturazione virtuale della rete, dal FER 1 al FER X transitorio all'energy release e al FER X definitivo, dal FER 2 al FER Z, dallo spalma incentivi agli extraprofitti e via discorrendo. "Oggi più che mai le fonti rinnovabili rappresentano nell'immediato la soluzione più sostenibile ed efficace per fronteggiare il perdurare degli elevati prezzi dell'energia elettrica – dichiara Andrea Cristini, presidente di ANIE Rinnovabili –. Con lo scoppio della guerra in Medio Oriente si è intensificato l'annoso problema dell'impennata dei prezzi del gas, che si riflette su quelli dell'energia elettrica. In questo contesto è fondamentale garantire una stabilità normativa che consenta di sbloccare gli investimenti per la produzione di energia rinnovabile e per l'elettrificazione dei consumi negli edifici, negli stabilimenti e nei trasporti, evitando di rimanere dipendenti da petrolio e gas. Occorre un'azione più incisiva, perché il sistema ha bisogno di approvvigionarsi di energia in modo sicuro e a costi accessibili oggi, non nel lungo periodo. Le fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo hanno dimostrato di essere altamente competitivi; al contrario, le fonti fossili non mostrano segnali di competitività, non solo sulla borsa elettrica, ma anche nelle aste del capacity market loro dedicate. Per rafforzare la resilienza del settore - conclude Cristini - è necessario adottare un approccio più ambizioso, individuando strumenti graduali e progressivi per l'approvvigionamento di tecnologie made in Europe. Il Net Zero Industry Act rischia di risultare poco efficace se l'obiettivo è raggiungere entro il 2030 un approvvigionamento tecnologico pari al 40% del fabbisogno europeo da tecnologie prodotte sul territorio dell'Unione". Al termine del 2025 il totale di impianti rinnovabili in esercizio in Italia ammonta a 83,5 GW, distribuiti su 2.105.645 impianti. Al 2030 il documento strategico del PNIEC richiede il raggiungimento di 131 GW complessivi, il che significa un incremento del 57% nel quinquennio 2026-2030. CONTRIBUTO FER AL MIX DI GENERAZIONE ELETTRICA Nel 2025 le fonti rinnovabili in Italia hanno coperto il 41,1 % della domanda elettrica finale, con una produzione complessiva di circa 128 TWh su un totale di circa 311,3 TWh richiesti. Nel dettaglio, i contributi delle diverse fonti: 44,3 TWh fotovoltaico; 21,4 TWh eolico; 41,4 TWh idroelettrico; 15,7 TWh bioenergie; 5,3 TWh geotermoelettrico. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registra un calo della produzione elettrica per tutte le fonti, ad eccezione del fotovoltaico che grazie alla nuova capacità installata nel 2025 cresce del 25,1%. Le altre fonti segnano variazioni negative: l'eolico cala del 3,3%, l'idroelettrico del 21,2%, mentre le bioenergie mantengono il risultato del 2024 ed il geotermoelettrico registra -0,3%. Nel complesso, la quota di rinnovabili scende al 41,1%, rispetto al 42,0% registrato nel 2024. La domanda elettrica resta pressoché stabile (-0,2%). Il calo dell'idroelettrico, legato a condizioni meteo sfavorevoli, ha inciso in modo significativo sulla produzione totale da fonti rinnovabili e non è stato pienamente compensato dalla crescita del fotovoltaico. Dall'analisi emerge quindi l'importanza di avere un mix di generazione rinnovabile diversificato così da poter sfruttare appieno le potenzialità delle differenti risorse rinnovabili. 2025: ANALISI IMPIANTI NUOVI FOTOVOLTAICO Nel 2025, il fotovoltaico ha raggiunto 5.621 MW di nuova potenza connessa, registrando un calo dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma in aumento dell'85% rispetto al trimestre precedente. Infatti, nel quarto trimestre 2025 sono stati installati complessivamente 2.006 MW fotovoltaici, pari al 36% delle installazioni di tutto il 2025. Senza questo slancio il comparto avrebbe subito un contraccolpo di gran lunga superiore. In totale sono stati allacciati alla rete 211.013 impianti. Il 22% circa della nuova potenza installata proviene da impianti di piccola taglia, sotto i 20 kW, con 197.866 unità connesse. Il 28% è rappresentato da impianti tra 20 kW e 1 MW, pari a 12.725 installazioni. Il 22% origina da impianti compresi tra 1 MW e 10 MW, per un totale di 385 impianti. Il restante 28% proviene da impianti di potenza superiore a 10 MW, con 37 installazioni distribuite sul territorio. I segmenti Utility Scale e Large Utility Scale sono gli unici due a mostrare una crescita rispetto allo stesso periodo del 2024, a testimonianza del fatto che si stanno raccogliendo i risultati del lavoro avviato diversi anni fa per l'ottenimento dei titoli autorizzativi. Prosegue, invece, la strutturale decrescita dei segmenti residenziale e C&I, anche se nel 2026 sembra intravedersi qualche spiraglio di inversione di tendenza, indizio che il trend negativo potrebbe stabilizzarsi. La potenza del parco fotovoltaico al 2030 dovrà quasi raddoppiare per traguardare gli obiettivi previsti, passando dagli attuali 43,6 GW agli 80 GW previsti dal PNIEC. EOLICO Nel 2025 sono stati installati 563 MW di nuova potenza eolica, in calo dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma con una sostanziale ripresa (+378%) rispetto al trimestre precedente. Complessivamente sono entrati in esercizio 55 impianti onshore. Il 98% della nuova potenza installata è concentrata in 15 impianti utility scale. La Puglia traina il settore con 439 MW installati. Il contributo del minieolico (<=1MW) resta del tutto marginale, con soli 13 MW. Per quanto riguarda gli impianti eolici offshore la strada è ancora in salita, anche alla luce del fatto che si sta ipotizzando una revisione del decreto FER 2, il cui testo è anacronistico rispetto a quanto prevede il FER X o FER Z. Nel quarto trimestre 2025 sono stati installati complessivamente 194 MW da eolico. La potenza del parco eolico al 2030 dovrà più che raddoppiare per traguardare gli obiettivi, passando dagli attuali 13,6 GW ai 28 GW previsti dal PNIEC. IDROELETTRICO In calo l'andamento dell'idroelettrico con 22 MW di nuova potenza connessa (-22% rispetto al 2024, ma +165% rispetto al trimestre precedente). Complessivamente sono entrati in esercizio 53 impianti, di cui solo 6 di taglia superiore ad 1 MW, i quali però contribuiscono per il 53% del totale della potenza connessa. Le regioni che hanno contribuito maggiormente alla potenza installata sono Calabria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Valle d'Aosta che raggiungono circa l'80% dell'installato totale per il 2025. Nel quarto trimestre 2025 sono stati installati complessivamente 7 MW da idroelettrico. L'Italia ha superato con largo anticipo l'obiettivo di potenza idroelettrica per il 2030, fissato dal PNIEC a 19,2 GW. Ad oggi, infatti, la potenza installata nel Paese si attesta su circa 21 GW. In questo scenario, la priorità del settore si dovrebbe concentrare sullo sviluppo degli impianti di piccola e media taglia semplificando l'accesso al FER X, ma soprattutto sull'ammodernamento e l'efficientamento degli impianti esistenti di grande taglia. Il rinnovo delle concessioni è lo spartiacque per dispiegare gli investimenti necessari ad incrementare la produttività e traguardare l'obiettivo di produrre stabilmente 46,9 TWh entro il 2030, visti gli alti e bassi di questi ultimi anni. BIOENERGIE La nuova potenza installata di bioenergie nel 2025 è stata di 14 MW (-43% rispetto allo stesso periodo del 2024 e -19% rispetto al trimestre precedente). Nel complesso sono entrati in esercizio 43 impianti, quasi tutti di potenza inferiore ad 1 MW, ad eccezione di due impianti da circa 3 MW in totale. Le regioni che hanno installato gli impianti di maggiore rilievo per quanto riguarda la potenza sono Lombardia, Toscana e Trentino-Alto Adige, che insieme superano il 52% della nuova potenza installata. Nel quarto trimestre 2025 sono stati installati complessivamente 4 MW di bioenergie. ANALISI POTENZIAMENTI E DISMISSIONI DI IMPIANTI Il consolidamento della transizione energetica in Italia non passa solo dalla nuova capacità installata, ma anche dalla gestione del parco impianti esistente. Le attività di repowering e le dismissioni hanno assunto un ruolo centrale nel 2025, anno in cui la potenza complessivamente oggetto di interventi di potenziamento ha raggiunto la quota significativa di 0,948 GW. I dati del 2025 dimostrano come il mercato si stia spostando con decisione verso una manutenzione evolutiva che mira a massimizzare la resa energetica del parco esistente. Complessivamente, considerando tutte le tecnologie FER, gli interventi di ammodernamento e la gestione del fine vita hanno interessato una potenza cumulata netta di 2.221 MW negli ultimi quattro anni, trainati principalmente dal fotovoltaico. Tali operazioni sono importanti perché, se non si rinnova il parco esistente, bisognerà realizzare nuovi impianti in sostituzione di quelli esistenti. ANALISI MERCATO ELETTRICO Nel 2025 il PUN medio registrato sul Mercato del Giorno Prima (MGP), è stato pari a 116,0 €/MWh, in aumento del 6,7% rispetto ai 108,7€/MWh del 2024 a fronte di un prezzo del gas inferiore registrato sulla borsa MGP del gas (borsa del gas equivalente a quella che determina il PUN per l'energia elettrica). Le fonti fossili determinano il prezzo marginale dell'energia elettrica mediamente circa il 70% delle ore dell'anno.
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